mercoledì 14 aprile 2010

I VALORI DELLA VITA

Il professore di filosofia, in piedi davanti alla sua classe, prese un grosso vasetto di marmellata vuoto e cominciò a riempirlo con dei sassi, di circa 3 cm di diametro.

Una volta fatto chiese agli studenti se il contenitore fosse pieno ed essi risposero di si. Allora il professore tirò fuori una scatola piena di piselli. li versò dentro il vasetto e lo scosse delicatamente. Ovviamente i piselli si infilarono nei vuoti lasciati tra i vari sassi.

Ancora una volta il professore chiese agli studenti se il vasetto fosse
pieno ed essi, ancora una volta, dissero di si. Allora il professore tirò fuori una scatola piena di sabbia e la versò dentro il vasetto. Ovviamente la sabbia riempì ogni altro spazio vuoto lasciato e coprì tutto. Ancora una volta il professore chiese agli studenti se il vasetto fosse pieno e questa volta essi risposero di si, senza dubbio alcuno. Allora il professore tirò fuori, da sotto la scrivania, 2 lattine di birra
e le versò completamente dentro il vasetto, inzuppando la sabbia. Gli studenti risero. "Ora"- disse il professore non appena svanirono le risate-" Voglio che voi capiate che questo vasetto rappresenta la vostra vita. I sassi sono le cose importanti: la vostra famiglia, i vostri amici, la vostra salute, i vostri figli, le cose per le quali se tutto il resto fosse perso, la vostra vita sarebbe ancora piena. I piselli sono le altre cose per voi importanti: il vostro lavoro, la vostra casa, la vostra auto. La sabbia è
tutto il resto...le piccole cose". "Se mettete dentro il vasetto per prima la sabbia"-continuò il
professore-"non ci sarebbe spazio per i piselli e per i sassi. Lo stesso vale per la vostra vita. Se dedicate tutto il vostro tempo e le vostre energie alle piccole cose, non avrete spazio per le cose che per voi sono
importanti.
Dedicatevi alle cose che vi rendono felici: giocate con i vostri figli, portate il vostro partner al cinema, uscite con gli amici. Ci sarà sempre tempo per lavorare, pulire la casa, lavare l'auto. Prendetevi cura dei
sassi per prima, le cose che veramente contano. Fissate le vostre priorità...il resto è solo sabbia".

Una studentessa allora alzò la mano e chiese al professore cosa rappresentasse la birra.

Il professore sorrise: "Sono contento che me l'abbia chiesto. Era giusto per dimostrarvi che non importa quanto piena possa essere la vostra vita, perchè c'è sempre spazio per un paio di birre".

mercoledì 17 marzo 2010

Un Viaggio

Ognuno di noi ha un desiderio più o meno nascosto, un luogo che gli sta nel cuore e che vorrebbe prima o poi visitare: una terra vicina o lontana. Magari una città, una nazione, un continente. Un’esperienza nuova ed esaltante.

Personalmente ho lasciato un pezzetto del mio cuore in molti posti del nostro meraviglioso pianeta, ma ogni volta che viaggio per terre e per mari la voglia di vedere posti nuovi e scoprire angoli sconosciuti aumenta.

C’e’ ne sempre uno che prevale su tutti e nel mio caso si tratta di quando mi sono ritrovato con un gruppo di sette tra amici e parenti, intorno ad una veliero di 16 mt. del 1925 nel tardo pomeriggio di uno dei sabati più caldi dell’estate del ’91 al porto di Fiumicino.

Da quel momento subito operativi... gli alloggi... i bagagli... la spesa... le cabine... gli zaini... la cambusa...

Otto personaggi, fittizi, veri, falsi, poco importava. Lì ognuno poteva essere se stesso o quello che voleva:
"Benvenuti nel mondo del possibile" il messaggio del comandante uomo esperto di mare e di persone.


Un viaggio reale e fantastico, tra le onde del mare e della mente, per lasciarsi andare e farsi cullare dalla dolcezza della natura, degli istinti, dei sogni;
per evadere.


Quella notte la partenza. Due ore più tardi del previsto e programmato, per sottolineare sin dall' inizio che non
c’erano nè obblighi nè orari
e gli otto disperati nel giro di poco si trovarono a formare un equipaggio, esperto o non esperto, non interessava.

Ci alternavamo al timone della barca che pur di andare a vela si allontanava di poche miglia dal porto.

Il regista della barca supervisionava la scena ed assegnava discretamente i ruoli e le parti senza che noi ce ne accorgessimo, di fatto era sempre lui che teneva il timone.



Siamo andati lì, per motivi diversi... per riposarci, per imparare, per nuotare, per amicizia, per amore, per il mare, per tranquillità, per sognare, per innamorarci, per divertirci... le ragioni del viaggio in alcuni casi erano evidenti ed in altri no, ma era così importante conoscerle?



Con il trascorrere del tempo il gruppo si strutturava e tutto quello che sembrava accadere per caso invece era frutto di accordi, scambi, decisioni, libere e guidate, ma leggere e condivise da tutti e su tutto. Incredibile!



L' itinerario era chiaro. I ruoli erano sempre più evidenti. Il clima disteso e così navigando a motore, vela, vento permettendo, tra una baia e l'altra, tra uno scoglio e l'altro, tra una distesa di acqua ed un'altra, siamo passati per luoghi ameni e familiari come Ischia, Ventotene, Ponza, Palmarola, e Capri...



Navigavamo di giorno, navigavamo di notte, dormendo nei porti, nelle baie... come meglio veniva. Ci fermavamo e ripartivamo secondo le esigenze, la stanchezza, la fame, incontrando luoghi magici ed incantati, luoghi intensamente belli o spaventosamente affollati. Luoghi semplici o luoghi ricercati.



Il tempo passava a tratti veloci e a tratti lento. Da ricordare il tramonto sulla baia dell' inferno di Ponza che colorava di rosso lo scenario alle spalle dell'imbarcazione...

la caccia al polipetto, incontrato ed avvicinato dal cuoco del gruppo e poi catturato e liberato
dall'esperto pescatore di Pozzuoli... i frequenti bagni, nuotate ed immersioni...
 la preparazione e la degustazione di aperitivi e cene...
 la selezione e l'ascolto dei suoni e della musica... i commenti su amore e sesso nel porticciolo di Ventotene...
 una settimana di vacanza con persone speciali in posti incantevoli.




Questa è una crociera...
Questo è un viaggio...
Questo è un incontro...

Dove il vero protagonista è solo lui... il mare... blu... troppo blu!


Marina questo post e' tutto per te.


Buon Viaggio!!!

giovedì 11 marzo 2010

Risultato Test

Maggioranza di risposte A: Tra le onde del mare
Sei la nuova sirenetta! Tu ed il mare siete una cosa unica, vivresti al mare perchè solo lì ti senti libera e felice. Conosci bene le zone balneari e sai come comportarti in caso di pericolo.

Maggioranza di risposte B: Casa dolce casaSei una pigrona cronica. Adori stare a casa a guardare film e a dormire. Attenzione potrebbe rivelarsi una brutta abitudine quella di stare sempre a casa, quindi ora alzati dal pc prendi i tuoi sunglasses e vai a farti una passeggiata!

Maggioranza di risposte C: Tra le cime dei monti
Sei l'eroina della situazione. Sai come comportarti in ogni circostanza e il tuo habitat è sicuramente la montagna. Ami la natura e sei affascinata da tutto ciò che ti circonda!

mercoledì 10 marzo 2010

La Vacanza Ideale

Non sapete ancora cosa fare quest'estate? Siete indecisi tra il mare e la montagna? Allora questo test fa proprio per voi: rispondete alle domande e scoprite qual è la vostra vacanza ideale per l'estate 2010!

1. I tuoi amici ti propongono una bella scampagnata in montagna. Cosa rispondi?


a. "Certo! Così inauguro le mie nuove scarpe da ginnastica!"


b. "Preferisco guardare la montagna dal televisore"

c. "Non possiamo andare a nuotare?!"

2. In spiaggia come preferisci passare il tempo?


a. Gongolandoti tra le onde fino a quando cala il sole


b. Al sole, con le cuffie dell'I-pod nelle orecchie


c. Correndo sul bagnasciuga

3. Devi uscire a fare una gita con gli amici ma fuori piove. Come reagisci?


a. La rimandi ma ti dispice perchè l'avevate in programma da tempo


b. Sei molto felice così potrai stare a letto e fare zapping tutto il giorno

c. La pioggia non ti spaventa: prendi l'ombrello e passi a prendere tutti!

4. Il tuo boy è stato punto da un insetto velenoso. Che cosa fai?

a. Vai subito a chiamare aiuto


b. Cerchi di ricordare che cosa aveva fatto esattamente il dottore nell'ultime puntata di "E.R"


c. Sei pronta ad ogni evenienza: apri la tua borsa e prendi il mini-kit per le emergenze

5. Durante una passeggiata in montagna ti accorgi di esserti persa. Come reagisci?


a. Istintivamente prendi il cellulare e vedi se il segnale è raggiungibile


b. Ti metti a piangere come un'isterica ripensando ad un film dell' orrore che hai visto di recente


c. Mantieni la calma e pensi: "Devo solo rintracciare i quattro punti cardinali e consultare la cartina nello zaino".


Il risultato del test sara’ pubblicato prossimamente.

Buon viaggio Cathrine!!!

mercoledì 17 febbraio 2010

Cosa Nostra

Cominciamo dalla parola.

Cosa significa e quando nasce il termine Mafia?

Secondo alcuni, la parola Mafia può derivare dal grido di battaglia usato da alcuni gruppi di ribelli durante i vespri siciliani del 1282 a Palermo, col significato esteso di Morte alla Francia Italia Anela... Altri definiscono invece il termine con etimologie diverse, più o meno verificabili e realistiche. C’è chi lo fa derivare dalla parola araba Ma-Hias (traducibile con spacconeria), o da Mu’afak (protezione dei deboli).

Secondo altri il termine deriva invece da una parola di origine toscana, Mafia, miseria.

La storia della mafia è complessa, ma molti esperti vedono le sue origini in associazioni o comunità (spesso di sangue) create per aiutare i deboli ed i meno fortunati e strutturalmente legate ai latifondisti (proprietari terrieri).

I metodi usati per questa protezione privata erano spesso, come del resto oggi, illegali.

La differenza tra la mafia dei primi giorni e quella attuale si riscontra nel fatto che, tra la fine del diciannovesimo secolo e l’inizio del ventesimo, i mafiosi usavano questi metodi illeciti per aiutare le proprie famiglie e gli sventurati, successivamente, l’abuso si è esteso attraverso attività certamente non domestiche, arrivando a coinvolgere lo Stato.

Anche gli atteggiamenti esteriori, le tradizioni di rispetto, cultura, famiglia, onore, segreto, tipiche di qualche decennio fa (e per le quali si doveva combattere in privato, fuori dalla gestione dello Stato e dalle sue leggi), hanno lasciato il passo ad una nuova generazione (se il termine può essere appropriato) di mafiosi come semplici criminali organizzati, dove omicidio, furto e slealtà non sono più regolati da antiche regole d’onore, ma si presentano in maniera più anarchica e spietata.

Fine ultimo: denaro e potere.

Molti mafiosi siciliani e italo-americani continuano a dichiarare, ad esempio, la loro ostilità alla droga (distruttrice dei legami socio-culturali della comunità) anche quando sono presi con le mani nel sacco del narcotraffico…

sabato 13 febbraio 2010

San Valentino


La festa di San Valentino e’ dedicata agli innamorati di tutto il mondo e si celebra il 14 febbraio.

Fu istituita dopo un paio di secoli dalla morte del santo per celebrare la festivita’ pagana della fertilita’.

San Valentino viene ricordato come il protettore degli innamorati. A lui sono legate molte leggende, ecco una di quelle più famose:

La leggenda racconta di un giovane centurione romano di nome Sabino che, passeggiando per una piazza di Terni, vide una bella ragazza di nome Serapia e se ne innamorò follemente.


Sabino chiese ai genitori di Serapia di poterla sposare ma ricevette un secco rifiuto: Sabino era pagano mentre la famiglia di Serapia era di religione cristiana. Per superare questo ostacolo, la bella Serapia suggerì al suo amato di andare dal loro Vescovo Valentino per avvicinarsi alla religione della sua famiglia e 
ricevere il battesimo, cosa che lui fece in nome del suo amore. 


Purtroppo, proprio mentre si preparavano i festeggiamenti per il battesimo di Sabino ( e per le prossime nozze), Serapia si ammalò di tisi. Valentino fu chiamato al capezzale della ragazza oramai moribonda.

Sabino supplicò Valentino affinché non fosse separato dalla sua amata: la vita senza di lei sarebbe stata solo una lunga sofferenza. Valentino battezzò il giovane, ed unì i due in matrimonio e mentre levò le mani in alto per la benedizione, un sonno beatificante avvolse quei due cuori per l'eternità.

Le sue spoglie si trovano sepolte sulla collina di Terni dove successivamente e’ sorta la basilica di San Valentino. Sono sicuro che il suo messaggio e’ rivolto non solo agli innamorati, ma a tutte le persone capaci di amare.

venerdì 12 febbraio 2010

Struffoli


Gli Struffoli hanno origini napoletane, sono delle palline di pasta fritte tipiche del Natale, impossibile un Natale senza Struffoli a Napoli, ma non solo, perchè questo dolce è oramai preparato in molte parti d' Italia anche a Carnevale.

Ora andiamo a vedere cosa ci occorre per la ricetta degli Struffoli e come dobbiamo procedere per preparare questo buonissimo dolce.....

Ingredienti:

Farina 700 gr

Zucchero 100 gr

Lievito 15 gr lievito

Burro 150 gr

Uova 4

Vaniglia 20 gr

Miele 400 gr

Olio (per friggere)

Brandy

Preparazione Struffoli:

Prendete la farina e aggiungete lo zucchero, le uova, il burro (ammorbidito precedentemente), la vaniglia e il lievito, a questo punto impastate bene ed energicamente finchè non otterrete un panetto di pasta omogeneo che lascerete riposare per 4 ore.

Passate le 4 ore prendere delle porzioni di pasta e formare delle piccole palline e friggetele in olio bollente.

Adesso fate scaldare il miele assieme ad un bicchierino di Brandy e ad un bicchierino d' acqua, fate bollire ed aggiungete gli struffoli (raffreddati) e girate di continuo, dopodichè son pronti quindi toglieteli e adagiateli su un vassoio, potete decorarli con frutta candita, confetti ecc...

Castagnole


Oggi vi propongo la ricetta delle castagnole, un altro dolce tipico di Carnevale.

Oggi vi mostro la ricetta delle castagnole che poi potrete farcire come preferite, con crema pasticcera, nutella, ricotta, ecc…

Ingredienti:

Uova 2

Farina 400 gr

Zucchero 70 gr

Burro 100 gr

Limone scorza

Zucchero-Zucchero a velo

Lievito

Olio per friggere

Preparazione Castagnole:

Cominciate ad ammorbidire il burro, unite le uova e lo zucchero, amalgamate ed aggiungete la scorza di limone grattuggiata; mescolate bene ed mettete un cucchiaino di lievito e la farina (circa 400 gr); l'impasto deve essere morbido.

Ora fate scaldare l’olio di semi e appena sarà bollente preparate con un cucchiaio delle palline grandi come una noce e mettetele a friggere, quando assumeranno un colore d’orato toglietele dal fuoco e posatele su carta assorbente, lasciatele intiepidire e rotolatele nello zucchero, o potete spolverarle con zucchero a velo o farcirle come preferite....

Frappe


Le Frappe, insieme alle Castagnole, sono il tipico dolce di carnevale.

Preparare le frappe è veramente semplice, seguitemi e vedrete che sarà una passeggiata con la nostra ricetta.....

Ingredienti:

Farina 400 gr

Zucchero 80 gr

Uova 4

Burro 60 gr

Limone

Olio di semi

Zucchero a velo q.b.

Preparazione Frappe:

Impastate la farina assieme alle uova, allo zucchero, al burro fuso e alla scorza di limone grattuggiata, impastate energicamente almeno per 5 minuti, ora lasciate riposare la pasta per almeno 30 minuti.

Adesso la pasta è pronta, quindi con un mattarello fate una sfoglia di circa mezzo centimetro e tagliatela a striscioline, quindi mettete l' olio di semi a scaldare e quando sarà bollente mettete a friggere le vostre frappe, non appena d’orate saranno pronte, prima di servire spolverare abbondantemente con lo zucchero a velo.


"Semel in anno licet insanire!" (Una volta all’anno è lecito festeggiare).

E’ un saggio consiglio che ci è stato tramandato dai nostri progenitori latini. 


Quale migliore occasione, se non il Carnevale, per dare ascolto a chi di feste se ne intendeva veramente? Pensiamo all’antica Roma, quando, cioè, si festeggiava per giorni e giorni fino allo sfinimento.

Il Carnevale è senz’altro la festa più allegra dell’anno. La più attesa dai bambini, la più trasgressiva per i più grandi.Varie sono le tradizioni popolari di questo periodo dell’anno in gran parte dei Paesi del Mondo e in ciascuno di essi si rifanno a miti, a leggende, o a rituali pagani e religiosi.

Anche nel nostro Paese le manifestazioni “carnevalesche” imperversano colorando e risvegliando le vie di ogni città. Inutile dire che anche a livello gastronomico si hanno in Italia un gran numero di tradizioni, che rispecchiano pienamente lo spirito di tale festa.

Ogni regione vanta ricette gastronomiche particolari e secolari, ma soprattutto nel “DOLCE” si nota una singolare voglia di evasione e di trasgressione; non a caso le ricette caratteristiche, seppur con varianti minime, vedono al primo posto i dolci fritti.

Un detto popolare recita che fritto è buono tutto, anche l’aria, ma è certamente lo zucchero caramellato e dorato dall’olio ad alta temperatura a trasformare anche il più semplice impasto in qualcosa di irresistibilmente stuzzicante e profumato. 


Voglio proporvi, ora, alcune ricette di dolci di Carnevale rigorosamente fritti. 


Dunque, mano alle padelle … e buon Carnevale a tutti.

A Carnevale Ogni Scherzo Vale

Diversamente da quanto si potrebbe pensare il Carnevale in Italia ha origini molto antiche, risale a tradizioni precristiane, e si ricollegano a riti per la fertilità della terra.

In alcune città inizia il 26 Dicembre, in altre a Capodanno o all’Epifania, in altre ancora alla Candelora, il 2 Febbraio, termina sempre il martedì (detto anche Martedi’ Grasso) che precede il giorno delle Ceneri, che dà inizio alla Quaresima, periodo di digiuno, penitenza e purificazione che serve di preparazione alla Pasqua.

Durante il Carnevale tutto è permesso: allegria, balli, divertimenti, cibo e dolci di ogni tipo. In tutte le regioni d’Italia viene festeggiato con sfilate e balli in piazza, maschere tradizionali e fantastiche, coriandoli e stelle filanti, ma in alcune città i festeggiamenti sono tanto originali da richiamare turisti e visitatori provenienti da ogni parte del paese e del mondo.

A Ivrea, in Piemonte, c’è la “ battaglia delle arance” durante la quale si assiste ad una vera e propria “guerra” tra le persone che si trovano sui carri e quelle che assistono alla sfilata.

A Viareggio, in Toscana, ci sono i carri allegorici, splendidi carri più o meno grandi su cui troneggiano enormi caricature in cartapesta di uomini famosi nel campo della politica, della cultura o dello spettacolo, i cui difetti vengono sottolineati con satira ed ironia..

In Sardegna, ad Oristano, l’ultimo giorno di Carnevale, è dedicato alla Sartiglia, giostra equestre durante la quale i cavalieri vestiti con costumi tradizionali antichi e con il volto coperto da una maschera di legno, devono riuscire ad infilzare con la lancia le stelle sospese in alto.

E poi Venezia che ospita il Carnevale più famoso del nostro paese, e durante tutto il periodo le piazze, le calli e i campielli della città lagunare, si riempiono di maschere e turisti di ogni parte del mondo, che assistono alle sfilate e agli spettacoli organizzati ogni anno.

Con il passare degli anni alcune tradizioni sono andate perdute, altre si sono adeguate alle nuove abitudini della vita, tuttavia il gusto del travestimento non è cambiato, e l’originalità del Carnevale di Venezia è proprio nelle sue maschere. Infatti, oltre alla “bautta”, i veneziani hanno creato dei costumi preziosi e particolarissimi che fondono insieme lo stile e il gusto di tre diverse epoche storiche: il medioevo, il rinascimento e il settecento. Il risultato sono splendidi abiti di lucida seta color oro, nero o argento completati da mantelli di merletto e parrucche e, naturalmente, da una maschera che nasconde il viso, così che ognuno ancora oggi, come tanti secoli fa, si senta libero di ballare e divertirsi, certo di non essere riconosciuto.

L’atmosfera che si respira a Venezia è magica tutto l’anno, ma durante il Carnevale diventa ancora più speciale: gli spettacoli organizzati dappertutto, la musica e i balli in piazza San Marco, le maschere dagli abiti multicolore, e soprattutto, tanta voglia di divertirsi, tutto questo tra lo scintillio dell’acqua dei canali che come un’eco sembrano ripetere un ritornello vecchio ormai di secoli:

Par che ognun di carnevale

A suo modo possa far,

Par che adesso non sia male

Anche pazzo diventar….

domenica 7 febbraio 2010

Gli Gnocchi di Patate

Dovete sapere che gli gnocchi sono probabilmente il primo tipo di pasta mai realizzato.

Ne parla Giovanni Boccaccio (1313-1375) usando il termine “maccheroni” qualcosa di simile a ciò che noi appunto chiamiamo Gnocchi. Una miscela di farina e acqua che viene impastata e fatta a forma di gnocco e cotta in acqua bollente.
La versione con le patate, che noi conosciamo e utilizziamo, e’ stata vista per la prima volta in Italia nel 1800.

Ingredienti:

Per 4/5 persone: 1Kg di patate Russet – 300 gr. di farina – sale

Preparazione:

Pelate le patate e fatele bollire in acqua salata fino a quando la forchetta vi dira’ che sono cotte.

Scolatele e lasciatele raffreddare, togliete la buccia e schiacciatele con un tritapatate. Una volta fredde aggiungete la farina ed impastate velocemente per evitare che la patata si scaldi nuovamente.

Quando l’impasto sara’ compatto potete tagliare le fette e lavorarle con le mani fino a quando non otterrete un rotolo che infine taglierete a pezzettini.

Mettete sul fuoco una pentola d’acqua salata e quando bolle buttateci dentro gli gnocchi: non appena cotti saliranno in superficie da soli (vengono a galla).

Scolateli, versateli nel piatto e conditeli come preferite.

Buon Appetito

domenica 31 gennaio 2010

Il Calcio

Il calcio è da diverso tempo un fenomeno non più solo e semplicemente sportivo, ma rappresenta qualcosa di più complesso - un valore tanto sacro ed inviolabile quanto commerciale e “denarizzato”.

Infatti, il calcio, non solo in Italia ma nel resto del mondo, è ormai diventato una grande, ricca e imponente industria dominata dagli sponsor e da alcune potenti società per azioni quotate in borsa.

In Italia appare tra le prime tre o quattro voci dell’economia nazionale ed è così anche in altre nazioni del mondo. Esso è un incontrollato e incontrollabile fenomeno di corruzione economico-affaristica e politica, ne e’ un esempio l’inversione di rotta dei mass-media e della magistratura sportiva, che ha alleggerito le pene previste dalle sentenze al fine di ridurre i rischi di un tracollo finanziario delle società sportive quotate in borsa.

E’ un’enorme ingenuità pensare che il calcio sia soltanto uno sport. Se così fosse, non assisteremmo alle esasperazioni morbose, alle forme di isterismo e teppismo collettivo, alle violenze di massa cui ormai siamo assuefatti e che nulla hanno a che spartire con lo sport, mentre appartengono ad un fenomeno alienante e ad un business di portata mondiale.

Il calcio appassiona, travolge, emoziona, coinvolge, trascina e mobilita vaste moltitudini popolari quasi più delle religioni e delle guerre. E’ triste, secondo me, assistere alla generale decadenza sportiva in cui i valori primari di una manifestazione atletica che dovrebbe ispirare, farci sognare si sono sostituiti con valori economici, di sponsorizzazioni, quasi di borsa…

La passione ha oramai lasciato il campo, ha vinto la commercializzazione 3 a 0. Restano a fare il tifo quelli che hanno accettato la morte dei veri ideali sportivi e che cercano nel calcio un modo di soddisfare le proprie frustrazioni...

Che triste realta’!!!

giovedì 28 gennaio 2010

OSTIA: Le Mie Origini

Ostia, fondata nella primi secoli dell’eta’ imperiale dal re Anco Marzio, nasce con la funzione di controllare il litorale romano dalle incursioni dei pirati, e diventa in poco tempo il porto piu’ importante di Roma.

Di ispirazione fascista, dal 1930 e’ conosciuta come il piu’ grande quartiere balneare della capitale e gode della simpatia dei romani che la domenica affollano le spiagge per abbronzarsi e fare il bagno nelle torride giornate estive.

Negli anni ’60 rappresentava, da una parte la faccia estiva della dolce vita e dall’altra un affresco di vita suggestiva con il suo mare e i suoi custodi: i pescatori che vivevano, secondo la tradizione, in un borgo di case rosse a ridosso del canale.


Il Borghetto dei Pescatori è una delle realtà del territorio della quale poco si parla, ma che ricopre una importanza fondamentale dal punto di vista storico e che merita considerazione anche per aver conservato le proprie origini. Al mattino presto ci si può imbattere nei pescatori che rientrano con le cassette del pescato e che quasi non fanno in tempo a portare ai ristoranti della zona perchè attorniati dalla gente comune che viene a comprare il pesce fresco.

Negli ultimi dieci anni Ostia e’ tornata ad essere sulla cresta dell’onda con l’apertura di night club, ristoranti e centri di attrazione per la mondanita’ romana.

Io sono nato e cresciuto in questo quartiere di 350 mila abitanti che ho sempre considerato a misura d’uomo e che potrete apprezzare e conoscere attraverso il video che ho allegato.

Enjoy

giovedì 21 gennaio 2010

Il Buco dell'Aventino

Sull’Aventino, uno dei sette colli di Roma, si trova il famoso buco dell’Aventino

Il buco dell’Aventino, conosciuto in tutto il mondo, non e’ altro che il foro della serratura che si trova nel giardino dell’Associazione dei Cavalieri di Malta o Giardino degli Aranci, considerato uno dei punti di osservazione della citta’ di Roma, anche se meno noto del Granicolo o del Pincio, ma che offre una bellissima vista sopra Trastevere, l’Isola Tiberina e tutta la citta’ fino a San Pietro.

Ma cosa c’e’ di tanto strano in questo foro, e perche’ i turisti di tutto il mondo vengono a visitarlo?

Niente di strano… se non fosse per il fatto che, guardando attraverso di esso, possiamo vedere contemporaneamente ben tre Stati!

Sul fondo, infatti, domina maestoso il cupolone (cupola) della Basilica di San Pietro, che si trova nel territorio della Citta’ del Vaticano (primo Stato).

Dietro il portone si ammira il giardino dell’Associazione dei Cavalieri di Malta, che appartiene all’Oridine Sovrano Militare dei Cavalieri di Malta. (secondo Stato).

Infine, tra il terriotorio dello Stato Vaticano e il giardino dei Cavalieri di Malta vi sono degli edifici appartenenti allo Stato Italiano (terzo Stato).

Se poi arrivate fin quassu’, e’ quasi d’obbligo visitare alcune tra le piu’ belle chiese di Roma, come Santa Sabina, Sant’Alessio, Sant’Anselmo e Santa Prisca, di cui prima o poi parleremo tra i post di questo blog.

Allora che aspettate!!!

mercoledì 20 gennaio 2010

La Passeggiata

Domanda: cosa vi viene in mente quando dico la parola “Italia”?

Uno dei miei studenti a questa domanda mi ha dato una risposta che non mi sarei mai aspettato, ma che allo stesso tempo mi ha ispirato: “la passeggiata italiana”.

La passeggiata in Italia e’ una cosa importante. In molti posti, soprattutto in provincia viene fatta ogni giorno, per lo piu’ nel tardo pomeriggio; corrisponde un po’ all’happy hour americana: quella che dalle 5 alle 7, dopo il lavoro ti scrolla la tensione di dosso, ti permette di incontrare gli amici, socializzare, ma in piu’ a differenza dell’happy hour americana ti da’ la possibilita’ di fare un po’ di moto e magari perdere qualche caloria.

Esistono passeggiate di vari tipi; per esempio la passeggiata giornaliera e’ diversa da quella domenicale. Durante i normali giorni lavorativi la passeggiata ha un sapore casual, ci si puo’ inserire anche un po’ di shopping o fermarsi o un bar per un aperitivo, la domenica invece la passeggiata diventa una cosa seria, divisa in due fasi fondamentali: quella mattutina e quella pomeridiana. Tradizionalmente (e ripeto sempre di piu’ in provincia) dopo la messa della mattina ci si ritrova tutti a passeggiare per la strada principale o nel caso di cittadine sul mare sul lungomare, vestiti tutti a festa oppure indossando tute da ginnastica che proiettano l’immagine del riposo domenicale.

Il pomeriggio, solitamente dopo le partite di calcio, ci si ritrova a passeggiare al tramonto, mettendo in mostra gli ultimi acquisti di D&G, Versace o per i piu’ sofisticati, Armani con le etichette sempre in bella vista, fino all’ora di cena quando la citta’ si svuota e tutti tornano fra le mura di casa in pigiama e pantofole davanti alla televisione per vedere l’ennesima puntata dello sceneggiato televisivo del momento

Nelle grandi citta’, di solito dopo i pasti, la passeggiata ha ancora il suo fascino. E’ considerato ancora un vero e proprio rito andare a piedi a prendere il caffe’ o il gelato ed osservare le decine di persone che affollano i marciapiedi, soprattutto in estate, davanti alle vetrine illuminate dei negozi o seduti all’aperto con il solo scopo godersi un attimo di riposo dopo una lunga giornata lavorativa.

Voi vi starete chiedendo, ma non e’ piu’ comodo muoversi in macchina? Ed e’ proprio qui che vi sbagliate; il fascino della passeggiata sta proprio nel ripercorrere a passo regolare le strade piu’ belle della citta’ per ritrovarsi tutti insieme in piazze affollate, in cui l’unica casa da fare e’ ammirare i bellissimi monumenti oppure oziare al bar dove il pezzo forte e’ sempre l’espresso all’italiana.

Un consiglio: camminate e godetevi queste bellezze, farete sempre in tempo ad andare da Starbucks in macchina

mercoledì 13 gennaio 2010

Crema di Limoncello

La crema di limoncello e’ una versione piu’ cremosa del liquore limoncello, e’ un digestivo dolce e delicato che comprende latte e panna e che generalmente viene servito dopo i pasti.

La sua preparazione non e’ difficile, ma per un’ottima riuscita e’ necessario utilizzare prodotti di ottima qualita’, tra i quali limoni, che devono essere di forma ellittica, medio-grossi e dalla buccia spessa, l’alcool di ottima fattura e la panna freschissima.




INGREDIENTI: ½ litro Alcool puro (95*) – ½ litro di latte intero – 8 Limoni – ½ litro di panna fresca – 1 baccello di vaniglia – 1 Kg di zucchero.


Preparazione:
Lavate i limoni in acqua tiepida e puliteli delicatamente per eliminare gli eventuali residui. Sbucciateli con un pela patate (per evitare di togliere la parte bianca che risulta amara), mettete le scorze su un tagliere e riducetele a piccole listarelle.

In un contenitore di vetro versate 500 ml di alcool, aggiungetevi le scorze di limone e fate macerare per un mese, chiudendo il contenitore ermeticamente in un luogo buio e fresco.

Passato il mese, portate il latte unito alla panna e al baccello di vaniglia (che avrete aperto precedentemente nel senso della lunghezza) ad ebollizione; poi togliete dal fuoco e lasciate freddare.

Eliminate lo strato che si sara’ formato in superficie e lasciate intiepidire, quindi unite lo zucchero e mescolate fino a scioglimento avvenuto, dopodichè’ lasciate raffreddare.

Una volta freddo, togliete il baccello di vaniglia. A questo punto aprite il contenitore con l’alcool, separatelo dalle bucce e unitelo al latte (precedentemente mescolato con panna e zucchero); mescolate bene e imbottigliate, poi mettete nel freezer e lasciate riposare per almeno 15 giorni.

La crema di limoncello e' ottima unita al ghiaccio tritato (e' una sorta di granita) oppure la si puo' usare per arricchire una coppa di gelato o aggiungerla ad una crema per dolci.

Alla Salute

venerdì 8 gennaio 2010

Buon Anno a Tutti

Innanzitutto volevo cogliere l’occasione, anche se leggermente in ritardo, per fare gli auguri a tutti i lettori di Italiarama.

Si e’ chiuso il 2009, un anno non molto positivo, soprattutto da un punto di vista economico, ma siamo fiduciosi che il 2010 porti tanta ricchezza e gioia.

Il Capodanno viene celebrato in modo diverso in quasi tutti i paesi del mondo.
Nel mondo moderno questa festivita’ cade il 1 giorno di gennaio del calendario gregoriano e nella maggior parte dei paesi e’ festa. Per quei popoli invece, che seguono il calendario giuliano, come alcune chiese ortodosse, ai fini religiosi viene celebrato il 14 gennaio.

Il Capodanno risale alle festa dedicata al dio romano Giano, dio di tutti gli inizi, materiali e immateriali. Comunque la gran parte delle religioni considerano il Capodanno come l’ultimo giorno dell’anno che segna l’inizio di un nuovo periodo.

In Italia si festeggia col veglione o cenone in cui si sparano i tradizionali fuochi d’artificio. La tradizone prevede una serie di rituali scaramantici, come indossare biancheria intima di colore rosso e gettare dalla finestra oggetti vecchi o inutilizzati (fortunatamente questa usanza ultimamente e’ stata completamente abbandonata).

Allo scoccare della mezzanotte oltre al rituale brindisi a base di spumante, dopo aver ingerito una luculliana cena, si mangiano le lenticchie con il cotechino, come auspicio di ricchezza e prosperita’ per l’anno che segue e se si ha l'opportunita' di baciarsi sotto il vischio ci si puo' considerare fortunati in amore... almeno per un anno, infatti si dice: "chi si bacia a Capodanno si bacia tutto l'anno"

Capodanno a Los Angeles e’ un "affair" molto tranquillo. LA e’ calma e il veglione una faccenda quasi intima, generalmente passata a casa di amici o in un ristorante; una bottiglia di champagne a mezzanotte e le strade sono quasi deserte. Niente botti, fuochi d’artificio o vecchiume gettato dalla finestra... sono molto discreti qui ☺.

Anche il mio Capodanno e’ stato lungo queste linee: cena con amici, champagne e rientro a casa…

LA e’ un paesone

mercoledì 30 dicembre 2009

Diario di Viaggio – NY, Dicembre 2009

Lunedi 21 Dicembre
Arrivo intorno le 18 – saluti, abbracci e un attimo di riposo. Si esce sul tardi per una camminata per Times Square, nella confusione pre-natalizia di uno dei luoghi piu’ affollati al mondo. Cena da Joe Allen, un posto famoso e frequentato dal mondo di Broadway (attori, produttori, registi teatrali). Infatti incontro un amico, produttore di LA che stava cenando con Daniel Redclif, l’attore che interpreta Harry Potter nella celeberrima saga cinematografica. Dopo cena, nonostante la stanchezza, ci lanciamo in una passeggiata su Fifth Avenue e arriviamo al Rockfeller Center, completamente addobbato e illuminato per il Natale, con il famoso albero (altissimo), la corografia di angeli e luci, la pista di ghiaccio dove, nonostante l’ora avanzata, in molti si lanciavano in piroette. Infine una scenografia di luci e musiche natalizie sul un palazzo di Sack’s Fith Avenue, di fronte al Rockfeller Center e si torna stancamente in albergo.

Martedi 22 Dicembre
Comincia la vera vacanza. Dopo colazione, passeggiata sulla Sixth Avenue a vedere gli addobbi delle grandi corporazioni (Fox, CNN, corporazioni di vario genere) fino alla 42esima strada. Arriviamo a Bryant Park, ovviamente addobbata per Natale, con le bancarelle, l’albero e l’immancabile pista da pattinaggio sul ghiaccio… Di li, fino alla storica Central Station, monumentale e anche questa, ovviamnete addobbata per il Natale, con tanto di spettacoli di luci e musiche sugli immensi soffitti a volta.
Pranzo all’Oyster Bar, un ristorante storico aperto negli anni 30 dove si gustano, lo dice il nome, ostriche in tutti i modi, sia crude che cotte. Noi ne abbiamo mangiate in zuppa, fritte e alla rockfeller, cioe’ al forno su un letto di spinaci e con una leggera besciamella. Poi una corsa in taxi fino a Soho dove, dopo una piacevole passeggiata a zero gradi ci siamo infilati nel Mercer Hotel per un te’ e un dolcetto. Poi di nuovo in albergo per il riposino e cena da Otto, Pizzeria alla moda dove abbiamo degustato ottima pizza e gelato.

Mercoledi 23 Dicembre
Sfidando 6 gradi sotto zero, subito dopo la colazione ci siamo avventurati in una passeggiata in carrozzella per Central Park, innevato, assolato e bellissimo.
Dopo il giro, visita al Warner Center per riscaldarsi e godere una bellissima vista di Columbus Circle e il parco. Poi taxi fino a Brooklyn dove, dopo aver attraversato il famoso ponte, ci siamo riposati in un piacevole ristorante sull’acqua, godendoci la vista di Manhattan dal’altra parte del fiume. Pomeriggio nel distretto finanziario dove abbiamo visitato il Ground Zero del World Trade Center, un zona in costruzione di grande tristezza. Giro d’obbligo per Wall Street e poi rientro in albergo, al limite del surgelamento. Cena da Craft, un ristorante di moda.

Giovedi 24 Dicembre
Shopping mattutino da Macy’s, nel caos piu’ totale, a fare regali natalizi. Poi fuga verso la tranquilita’ del Greenwich Village: giretto nelle stradine e pranzo in un ristorante Messicano, Cab Caliente, molto apprezzato devo dire. Passeggiatina per digerire – il Village e’ veramente piacevole e facile da girare a piedi. Poi su a Chelsea per un caffe’ in un centro commerciale nuovo, una fabbrica di scatolame convertita, e infine hotel per il riposino pomeridiano. Cena della vigilia in un ristorante vicino Union Square, The House, una vecchia abitazione di fine 800, un’ottima cena. Poi un giro nel freddo intorno Gramercy Park e ritorno.

Venerdi 25 Dicembre – Natale
Dopo un’abbondante colazine in una brasserie francese vicino l’albergo, siamo andati alla messa delle 12 in St. Patrick’s Cathedral. Riposino in un hotel nelle vicinanze, il Palace, e poi da Diana (una mia amica di Firenze che lavora alla New York Film Accademy) per un piccolo ricevimento natalizio a base di panettone, pandoro e prosecco, in stile puramente italiano. Riposo pomeridiano in albergo. Di sera e’ cominciato a piovere – non piovere e basta, PIOVERE! Di corsa fino al Radio City Music Hall a vedere lo spettacolo natalizio con le Rockettes, un varieta’ di vecchio stampo Americano con numeri di danza, canzoni, balletti, il tutto inserito in scenografie mastodontiche e giochi di luci spettacolari. Ci siamo divertiti tutti . A fine serata, una zuppa in un ristorantino prima di andare a dormire.

Sabato 26 Dicembre
Continua a piovere… Mattina passata al metropolitan Museum, immersi nell’arte fino all’esaurimento. Poi giu’ nel Village per pranzare con Sarah, Frank e Delia da Morandi, un nuovo ristorante di stampo italiano. Poi di nuovo in albergo, la pioggia rende tutto difficile. Serata in albergo per la mamma, mentre con mia sorella siamo andati a vedere un musical a Broadway, Hair e poi a mangiare qualcosa nelle vicinanze del teatro con altri amici.

Domenica 27 Dicembre.
Finalmente e’ tornato il sole e la temperatura si e’ alzata fino a 9 gradi, praticamente estate rispetto ai giorni precedenti. Armati di voglia di Gospel, ci siamo avventurati alla volta di Harlem, invasa da turisti alla ricerca disperata di una chiesa dove vedere un coro gospel. Ogni chiesa era affollata, con file incredibili alla porta. Dopo averne provate 3, siamo finalmente riusciti a entrare in una piccolina dove stavano celebrando il servizio piu’ orrendo di Harlem, rigorosamente senza coro… Dopo mezz’ora siamo usciti e ci siamo infilati di corsa in metropolitana, alla volta di zone piu’ accoglienti. Pranzo al Luxemburg café’, un ristorante storico in stile deco’ intorno al Licoln Center, dove abbiamo anche visto 007, ovvero l’attore Daniel Craig. Pomeriggio a fare shopping in zona, e passeggiare intorno al Parco. Poi te’ all’Hotel Plaza e rientro in albergo per il riposino pomeridiano. Cena in una steakhouse vicino l’albergo.

Lunedi 28 Dicembre.
Ultimo giorno di questa bellissima vacanza Newyorkese. Mattina, grande passeggiata per la Diamond street (47th street), visita al MOMA il piu’ famoso museo di arte contemporanea del mondo, pranzo da Le Pain Quotidien e infine rientro in albergo per prendere le valigie e la macchina per l’aeroporto.

venerdì 18 dicembre 2009

Natale a New York

Finalmente sono arrivate le tanto attese vacanze e volevo congedarmi da voi per un breve periodo. Infatti come ben sapete domenica parto per una delle mie citta’ favorite: New York.

A mio avviso NY e’ una delle citta’ piu’ interessanti del mondo. Con la sua diversita’ di razze ed etnie rappresenta il centro piu’ cosmopolita degli Stati Uniti, ma sicuramente lo sapete meglio di me.

Sono particolarmente contento di intraprendere questo viaggio perche’ dopo circa un anno avro’ la possibilita’ di riabbracciare la mia famiglia. Mia madre e mia sorella hanno pensato bene di venirmi a trovare durante questo Natale e sono sicuro che resteranno a bocca aperta non soltanto perche’ NY e’ completamente diversa da qualunque citta’ italiana, ma anche perche’ durante le feste natalizie si trasforma completamente e tutta la tradizione centenaria del Natale si fonde con l’architettura modernista, tutta vetri, che in alcuni casi riflette e si alterna ad un intramontabile Deco’.

Ho gia’ prenotato qualche spettacolo a teatro (The Rockettes, Hair), una messa Gospel ad Harem, un giro in carrozza a Central Park, qualche ristorante fancy e i musei Moma, Guggenaim, Frick House, Neue Museum che ospita una mostra di uno dei miei pittori favoriti Gustav Klimt e come tutti i turisti non mancheremo di visitare la Statua della Liberta’, il ponte di Brooklyn ecc…

Spero di fare colpo su di loro, anche perche’ e’ tutta una sorpresa; come ben sapete io adoro fare sorprese.

Che dire, la vacanza e’ pronta non resta altro che sperare nella clemenza del tempo e speriamo ci assista risparmiandoci almeno neve e piaggia.

Buone vacanze a tutti

martedì 8 dicembre 2009

La Pensione

C’è molta gente che conta non gli anni, ma addirittura i mesi che mancano per andare in pensione. Come se la pensione fosse la loro massima aspirazione. Io, invece, non ho nessuna fretta di andare in pensione, probabilmente perché non ho nessuna fretta di diventare vecchio. Eh sì, possono dire quello che vogliono di baby pensionati, del fatto che la vita si è allungata e che i pensionati di oggi sono ancora giovani e possono godere la libertà e la sicurezza della pensione, io preferisco continuare a lavorare, almeno per ora.

È ovvio che tutti hanno e fanno programmi per una possibile e futura vita senza impegni: leggerò molto (e gli occhiali?!?), viaggerò molto (e i soldi?!?), potrò, finalmente, fare tutto quello che non ho mai fatto perché non avevo tempo (o voglia?!?), eccetera... Ma sarà davvero così? Per quel che ne so e conosco, gli unici pensionati soddisfatti sono quelli che un lavoro e degli impegni ce li hanno, col vantaggio che ora, con la sicurezza economica, non hanno più bisogno di preoccuparsi di quanto guadagnano, ma solo e semplicemente, di essere soddisfatti di quello che fanno. Questo sì, lo voglio anch’io e spero di riuscirci ben prima di andare in pensione.

Domande

1. Cosa ne pensi di quanto dice il brano?

2. Cosa rappresenta la pensione per te?

3. Quanto tempo occupa il lavoro nella tua vita? E quanto vorresti che ne occupasse?

4. C’è chi dice che il lavoro sia il nostro unico mezzo di realizzazione, tu cosa ne dici?

5. La pensione, rappresenta la sicurezza economica? Tu cosa ne pensi.

6. Che rapporto hai con la vecchiaia?

7. Cosa pensi dei baby pensionati?

8. In ogni parte del mondo, l’aumento del numero di anziani e pensionati mette in forse la sicurezza di una pensione per le generazioni future. Tu cosa ne pensi?

9. Secondo te, bisogna prepararsi per la pensione? Come?

10. Le previsioni degli esperti prevedono una maggioranza di anziani nel futuro del mondo, tu ci credi? Cosa pensi che succederà?